DISTRICT 9
Regista: Neill Blomkamp,
Interpreti: Sharlto Copley, David James
Durata: 112'
Data uscita: 25 Settembre
Trama: Quando Wikus Van De Merwe rimane infettato da uno strano liquido alieno nel Distretto 9 alcuni strani effetti collaterali cominciano ad agire nel suo organismo trasformandolo improvvisamente nella persona più importante e più ricercata del mondo, con un unico posto dove andare a nascondersi.
Sono i primi anni 80 quando una gigantesca navicella aliena appare sui cieli di una Johannesburg storicamente ancora afflitta dall'apartheid, cogliendo di sorpresa il mondo, ma soprattutto gli abitanti della popolosa città sudafricana che, ignari di quello che sta accadendo o che potrebbe accadere, sono più curiosi che intimoriti.
All'interno dell'astronave, che sembra essersi disattivata, vi sono migliaia di alieni dall'aspetto curioso; antropomorfi ma con le sembianze di grossi crostacei viene affibbiato loro l'epiteto semplicistico/dispregiativo di gamberoni. Affamati e disidratati vengono soccorsi e trasportati sulla terra ferma in un ospedale/campo profughi provvisorio che con il tempo diventerà il difficilmente gestibile Distretto 9.
Le segregazione razziale e la difficoltà di capire, gestire l'extra-terrestre(comunitario) sono affrontate in questo film, nel quale protagonisti sono per metà esseri umani e per metà grossi alieni corazzati digitali, sfruttando quella culla narrativa rappresentata dalla fantascienza che tutto può raccontare grazie alla sua natura atemporale di genere “contenitore”. Gli alieni sono sbarcati sulla terra prima del previsto e il loro intento non sembra quello di volerci conquistare; possiedono armi letali che solo loro sono in grado di far funzionare e che usano solo occasionalmente per compiere rapine, anche se preferiscono scambiarle con qualche scorta di scatolette di cibo per gatti. Difficile capire il loro comportamento, la loro strana lingua è divenuta con il tempo comprensibile e sembra che abbiano semplicemente deciso si adattarsi alla situazione di degrado nel quale un'organizzazione ben poco illuminata della situazione li ha fatti degenerare.
Sono i bianchi infatti a gestire la convivenza alieno-umana, cercando di limitare i danni, reprimendo la criminalità senza preoccuparsi però di migliorare la situazione. La qualità di vita di questi esseri viventi costretti a sopravvivere in una lurida baraccopoli militarizzata e gestita dalla mafia nigeriana, è bassissima e sembra perfino che non abbiano di che nutrirsi. La cecità della burocrazia, la limitatezza mentale della casta dei potenti e la paura del diverso, quelle caratteristiche che hanno permesso ad un ristretto gruppo di persone di soggiogare il Sudafrica per alcune decine di anni, si ritrovano in questa pellicola a dover trattare con un diverso ancora più estraneo, attraverso però lo stesso disprezzo, riducendo gli alieni solo ad una popolazione di non bianchi da tenere sotto controllo attraverso la violenza e l'intimidazione. Naturalmente essi possiedono, come ogni popolo soggiogato, una ricchezza di cui la casta vuole impadronirsi, nel particolare quelle armi impossibili da usare per gli esseri umani ma che porterebbero, se commercializzate, molti soldi. Una storia vecchia, banale, ripetuta milioni di volte, vista però da un punto di vista completamente originale, che ne rinnova il messaggio e permette di riflettere fin troppo bene su quanto spesso la razza umana ripeta gli errori più atroci.