Regia: Henry Selick
Interpreti (voci originali): Dakota Fanning, Teri Hatcher, Keith David, Robert Bailey, jr., John Hodgman
Durata: 100’
Trama: Coraline ha 11 anni ed ha appena traslocato con la famiglia in una nuova casa, dove scopre una porta segreta che conduce in un altro mondo, apparentemente migliore.
Henry Selick, l’acclamato regista di “Nightmare before Christmas” torna a dedicarsi al gotico con “Coraline e la Porta Magica”, basato sul romanzo di Neil Gaiman, il pluripremiato autore di Sandman. È una storia di magia, amicizia, amore quella che Gaiman ha sviluppato ispirato dai racconti che sua figlia Holly gli dettava quando, tornata da scuola, lo trovava seduto a lavorare. Gaiman ammette di aver iniziato a scrivere Coraline proprio perché nessun altro libro ricreava le atmosfere delle storie della piccola Holly.
Il racconto ha un impianto semplice, basato su un archetipo molto comune nelle fiabe, quello della porta proibita e del mondo che si nasconde di là di essa. In questo caso un Altro Mondo in cui, apparentemente, la piccola protagonista trova tutto ciò che le manca nel Mondo Reale, a partire dall’affetto e dall’attenzione dei genitori, grazie alla presenza di un’Altra Madre e un Altro Padre ben diversi dai suoi. Mentre i Veri Genitori sono oberati di lavoro e come spazientiti dalla presenza di Coraline, gli Altri sono gentili, disponibili, prodighi di manicaretti, e se anche hanno per occhi dei bottoni, in fondo cosa importa? Ma come sempre accade nelle fiabe, non tutto è come sembra. Appena ne facciamo la conoscenza, Coraline può apparirci un po’ antipatica, con l’aria da “so tutto io” tipica dei pre-adolescenti e l’istinto di ribellione che sta per scatenarsi. Man mano che la storia prosegue e scopriamo di più su quella strana Altra Madre che vive oltre la soglia, con quei bizzarri bottoni al posto degli occhi, non possiamo però che tifare per questa ragazzina dai capelli corvini e l’impermeabile giallo.
Il lavoro artistico di Selick e di tutto il suo staff è ancora più incredibile di quanto fatto per Nightmare before Christmas, grazie all’utilizzo delle cineprese digitali, delle stampanti tridimensionali che hanno consentito di produrre i vari particolari delle espressioni facciali usati nel processo di replacement e tutto ciò che avesse necessità di essere riprodotto in molte copie, senza alcuna duplicazione digitale sul fotogramma. Come i 248 Terrier Scozzesi presenti contemporaneamente in un’unica scena, tutti animati a mano. A questo va aggiunto il bellissimo risultato del 3D stereoscopico che rende ancora più vivi e reali personaggi, ambienti e sfondi.
Come spesso accade nelle fiabe gotiche, tutto ha un doppio livello di lettura, adatto ai bambini come agli adulti; quando scopriamo la verità sulla natura e gli scopi dell’Altra Madre e la storia raggiunge il suo culmine allora ecco tornare alla mente – ad esempio - la casetta di marzapane e la strega cattiva noti a tutti noi, sebbene reinventati dalla fantasia di Gaiman e Selick. Se c’è un piccolo difetto da imputare al film è nella colonna sonora di Bruno Coulais che in troppi punti riecheggia i temi tipici di Danny Elfman, dando allo spettatore quell’idea di “già sentito” che sminuisce un po’ il valore complessivo dell’opera.
Coraline e la porta magica è comunque un piacere per gli occhi e per il cuore, che regala personaggi memorabili come Bobinski e il suo circo di topi salterini, le signorine Spink e Forcible, il Gatto e citazioni più o meno evidenti che sarà divertente scoprire. Ancora una volta la grazia e la poesia dell’animazione stop-motion dimostrano che, anche se con il contributo delle nuove tecnologie, si tratta di arte allo stato puro capace di far credere allo spettatore che i personaggi siano vivi come gli animatori che li muovono e che, in fondo c’è ancora posto nell’animo di tutti noi per un po’ di magia.